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Modena Moments
Guida·13 min di lettura·24 agosto 2026

Mutina Boica: la rievocazione storica al Parco Ferrari di Modena

FNFrancesco Noli

La risposta breve

Mutina Boica è il festival di rievocazione storica di Modena: quattro giorni al Parco Enzo Ferrari, in via Emilia Ovest, con accampamenti romani e celtici, spettacoli serali, concerti, mercato artigiano e taverne. L'edizione 2026, la diciassettesima, si tiene dal 10 al 13 settembre ed è dedicata alla Britannia romana, da Cesare alla rivolta di Budicca. L'ingresso è libero salvo poche iniziative indicate a programma. Il parco è a circa due chilometri dalla stazione e si raggiunge con gli autobus urbani 4, 5 e 9, fermata Emilia Ovest.

Il centro storico di Modena, la città che i Romani chiamavano Mutina

Quattro giorni di accampamenti romani e celti al Parco Ferrari: date, programma, ingresso libero, cosa vedere con i bambini e come arrivarci senza auto.

Per quattro giorni a settembre il Parco Ferrari di Modena smette di essere un parco urbano e diventa un accampamento. Tende romane da una parte, celtiche dall'altra, fabbri che battono davvero il ferro, cucine che fanno da mangiare con ricette di duemila anni fa, e la sera spettacoli che riempiono il prato di gente seduta per terra.

Mutina Boica è la rievocazione storica di Modena, ed è uno di quegli eventi che i modenesi conoscono benissimo e i visitatori scoprono per caso. Questa guida dice quando è, cosa ci si trova, come ci si arriva senza auto, e per chi non è adatta. Dati verificati alle fonti ufficiali ad agosto 2026 — il programma completo esce sul sito degli organizzatori e va guardato lì per gli orari definitivi.

Quando, dove, quanto costa

Quando Dal 10 al 13 settembre 2026, quattro giorni
Dove Parco Enzo Ferrari, via Emilia Ovest, Modena
Edizione La diciassettesima
Tema 2026 L'Aquila e la Regina — la Britannia romana
Ingresso Libero, salvo singole iniziative indicate a programma
Come arrivare Autobus urbani 4, 5 e 9, fermata Emilia Ovest

Il festival è organizzato da Crono Eventi con il patrocinio del Comune di Modena, e il programma dettagliato con gli orari viene pubblicato sul sito degli organizzatori nelle settimane precedenti: prima di costruirci sopra una giornata, controlla lì gli orari degli spettacoli, che sono la parte che cambia di più.

Il tema di quest'anno: Roma e la Britannia

Ogni edizione ha un filo. Quella 2026 si intitola L'Aquila e la Regina e racconta quasi cinque secoli di Britannia romana: le spedizioni di Giulio Cesare, la conquista sotto l'imperatore Claudio, la rivolta della regina Budicca — la condottiera degli Iceni che nel 60 dopo Cristo mise a ferro e fuoco tre città romane — e infine le radici da cui nascerà la leggenda arturiana.

È un tema che si presta agli spettacoli serali, e infatti i due grandi appuntamenti dell'edizione sono costruiti su questo: L'Alba della Rivolta, il sabato in tarda serata, e Il Mito di Budicca, la domenica nel tardo pomeriggio.

Cosa ci si trova dentro

Il festival si gira come una fiera all'aperto, senza percorso obbligato. Le cose che ci sono ogni anno:

  • Gli accampamenti. Oltre venti gruppi di rievocazione e più di trecento rievocatori, divisi fra il campo romano e quello celtico. Non sono figuranti fermi in posa: cucinano, forgiano, tessono, addestrano, e rispondono alle domande. È la parte migliore, e quella che tiene i bambini più a lungo.
  • Gli spettacoli. Rievocazioni di battaglia e narrazioni sceniche, concentrate nel tardo pomeriggio e la sera.
  • I concerti. Cinque, con band di area celtic rock: è il momento in cui il festival diventa una festa e non una lezione.
  • Il mercato. Una quarantina di artigiani con lavorazioni a tema — cuoio, metallo, tessuti, gioielli.
  • Le taverne. Più di quindici punti di ristoro. Si mangia in piedi o su panche di legno, con proposte che vanno dal cibo da festival alle ricostruzioni di piatti antichi.
  • Conferenze e laboratori. Oltre centoventi appuntamenti in quattro giorni, fra divulgazione storica e attività pratiche.

Con i bambini

C'è un percorso dedicato, Il Cammino del Piccolo Guerriero, ripensato per l'edizione 2026. Ma il punto vero è un altro: per un bambino di otto anni, un legionario che ti fa provare il peso di uno scudo vale dieci sale di museo. Il parco è all'aperto, in piano, senza barriere, e si può correre — tre cose che a Modena, in centro, non capitano spesso.

Come arrivarci

Il Parco Enzo Ferrari sta in via Emilia Ovest, fuori dal centro storico, a circa due chilometri dalla stazione ferroviaria.

  • In autobus: le linee urbane 4, 5 e 9, fermata Emilia Ovest. Orari e tariffe su setaweb.it.
  • A piedi: dal centro storico è mezz'ora buona, tutta in piano lungo la via Emilia. Con il clima di settembre è una passeggiata fattibile, soprattutto all'andata.
  • In taxi: dal centro sono pochi minuti e pochi euro. La sera, all'uscita dagli spettacoli, conviene prenotarlo prima invece di cercarlo.
  • In auto: il parco è fuori dalla ZTL, quindi ci si arriva senza permessi, ma nei giorni del festival i posti attorno spariscono in fretta. Se alloggi in centro, lascia l'auto dov'è e prendi il bus.

Chi arriva da fuori città trova tutte le opzioni — treno, navetta dall'aeroporto di Bologna, taxi — nella nostra guida su come arrivare a Modena.

Perché proprio qui: la Modena che stava sotto

Il festival non è ambientato a Modena per caso. Mutina fu fondata come colonia romana nel 183 avanti Cristo lungo la via Emilia, e fu una delle colonie più importanti dell'Italia settentrionale. Prima dei Romani, questa parte di pianura era territorio dei Boi, la popolazione celtica da cui il festival prende la seconda metà del nome.

E non è una città romana qualsiasi: qui si combatté la battaglia di Modena, il 21 aprile del 43 avanti Cristo, dentro la guerra che oppose le truppe fedeli al Senato — con le legioni del giovane Ottaviano — a quelle di Marco Antonio, che assediava la città. È uno degli episodi da cui comincia la fine della repubblica romana, ed è successo qui.

Della Mutina romana, in superficie, non si vede quasi niente: la città antica sta sotto quella di oggi, diversi metri più in basso, e riemerge solo quando si scava. È il motivo per cui questo festival esiste in forma di rievocazione e non di parco archeologico.

Dove si vede, quel che resta

Se il festival ti lascia la voglia di vedere gli originali, sono a due passi dal centro:

  • Il Lapidario Romano dei Musei Civici, a Palazzo dei Musei: monumenti funerari e iscrizioni che vengono dalle necropoli di Mutina e del suo territorio, molti recuperati negli scavi degli anni Sessanta e Settanta.
  • Il Lapidario Estense, nello stesso palazzo, che affianca la collezione romana a quella estense.

Sono al chiuso, si visitano in un'ora e stanno bene nella stessa giornata del Duomo. Li trovi insieme al resto in cosa vedere a Modena.

Gli spettacoli serali, che sono la ragione per restare

Gli accampamenti si girano di giorno, ma il festival cambia natura quando cala il sole. Nel programma 2026 i due appuntamenti costruiti sul tema dell'edizione sono:

  • L'Alba della Rivolta, il sabato in tarda serata: la rappresentazione del momento in cui la Britannia si solleva contro Roma.
  • Il Mito di Budicca, la domenica nel tardo pomeriggio: la chiusura del racconto, ed è anche l'orario più comodo per chi ha bambini e non regge la mezzanotte.

Accanto ci sono I Racconti del Bardo, narrazioni sceniche più intime, e i concerti, cinque nell'arco dei quattro giorni, con band che lavorano sul repertorio celtico e sul rock che ne deriva. È la parte in cui il pubblico smette di guardare e comincia a partecipare.

Gli orari esatti si consolidano nelle settimane prima del festival: se vieni da fuori apposta per uno spettacolo, controlla il programma ufficiale prima di prenotare il treno.

Una giornata tipo, se hai un giorno solo

Il piano che consigliamo a chi ci chiede come incastrarlo, ipotizzando il sabato:

Pomeriggio, verso le 15. Arrivo al parco con il bus. Gli accampamenti a quell'ora sono attivi e il sole di settembre è ancora alto: è il momento buono per girare fra le tende, guardare i fabbri e far provare ai bambini quello che c'è da provare.

Verso le 17. Il mercato degli artigiani, che con la luce bassa è anche il momento migliore per le fotografie.

Cena al parco, in una delle taverne, oppure rientro in centro per mangiare seduti — dipende da quanto tieni allo spettacolo serale, perché tornare indietro dopo cena significa perdersi l'inizio.

Sera. Lo spettacolo, e poi il rientro. Il bus urbano la sera dirada: se sei in gruppo, il taxi prenotato prima è la mossa che evita mezz'ora di attesa al buio.

Diciassette edizioni, e una che cresce

Il festival non è nato grande. È arrivato alla diciassettesima edizione allungandosi di anno in anno: nel 2024 durava dal 4 all'8 settembre, nel 2025 dall'11 al 14, e l'edizione 2026 tiene il formato dei quattro giorni dal 10 al 13. La crescita si vede nei numeri di quest'anno — oltre venti gruppi di rievocazione, più di trecento rievocatori, centoventi appuntamenti a programma — e nel fatto che ormai occupa un intero parco urbano invece di un angolo.

Per chi vive qui è diventato un appuntamento fisso di inizio settembre, il primo weekend in cui la città riprende a muoversi dopo agosto. Ed è anche il motivo per cui, nelle stesse due settimane, Modena si riempie due volte: prima per Mutina Boica, poi per il festivalfilosofia.

Come vestirsi, e cosa portare

Sembra un dettaglio e invece decide come passi la giornata. Il festival è su un prato, per quattro giorni di settembre:

  • Scarpe chiuse e comode. Il parco è grande e l'erba, se ha piovuto nei giorni prima, è bagnata a lungo. Le infradito sono la scelta sbagliata.
  • Qualcosa per la sera. A settembre a Modena il pomeriggio è caldo e dopo il tramonto la temperatura scende in fretta, soprattutto stando fermi a guardare uno spettacolo.
  • Contanti. Molti espositori e taverne accettano la carta, ma non tutti, e la fila al bancomat più vicino non è quello che vuoi fare.
  • Una borraccia. Nel parco ci sono fontanelle e quattro giorni di camminata al sole disidratano più di quanto sembri.
  • Con i bambini, un cambio: fra fabbri, cucine e prato, tornano sporchi. È parte del gioco.

Quando andarci, nelle quattro giornate

Non sono giornate uguali, e sceglierne una a caso è il modo più facile per vedere la metà delle cose.

  • Giovedì, giorno di apertura: è il più tranquillo. Gli accampamenti ci sono tutti, la gente no. Se ti interessa parlare con i rievocatori senza fila, è questo.
  • Venerdì: si riempie dal tardo pomeriggio, quando finisce il lavoro. Buon compromesso.
  • Sabato: il giorno pieno, e quello dello spettacolo serale più grande. È anche il più affollato: arrivare nel pomeriggio e restare fino a sera è il piano che funziona.
  • Domenica: famiglie e chiusura. Lo spettacolo del pomeriggio è il finale del racconto, quindi ha senso per chi ha seguito il tema.

Mangiare al festival, o rientrare in centro

Le taverne sono più di quindici e vanno dal cibo da festival alle ricostruzioni di piatti antichi: pane, carni, zuppe, legumi, con qualche taverna che lavora davvero sulle ricette romane e celtiche invece di limitarsi alla salsiccia. Si mangia su panche di legno, all'aperto, senza prenotazione.

Il calcolo da fare è semplice. Se resti per lo spettacolo serale, mangia al parco: rientrare in centro per cena e tornare indietro significa perdere due ore e l'inizio della rappresentazione. Se invece chiudi la giornata nel tardo pomeriggio, cena in città, dove a quindici minuti di autobus trovi le trattorie di cui parliamo in dove mangiare a Modena — tenendo presente che diverse cucine aprono solo verso le 19:30 e che a settembre, con i due festival in calendario, la prenotazione serve davvero.

Una cosa che conviene sapere: nei giorni del festival il centro storico resta completamente normale. Non ci sono chiusure straordinarie né deviazioni, perché tutto succede al parco. Chi alloggia in centro può alternare le due cose senza organizzarsi troppo.

Cosa non aspettarsi

  • Non è un parco a tema. È una rievocazione fatta da appassionati: significa autenticità nei dettagli e nessuna scenografia costruita. Chi si aspetta un allestimento cinematografico resta spiazzato.
  • Non è al chiuso. Quattro giorni all'aperto in un parco: se piove, l'esperienza cambia parecchio, e il programma può subire variazioni. Guarda il meteo prima di partire da lontano.
  • Non è in centro. Il Parco Ferrari è a due chilometri dal Duomo, e questo va messo in conto: non è una cosa che capita mentre passeggi per Modena, è una gita a sé.
  • Le taverne non sono ristoranti. Si mangia bene ma in modo informale, in piedi o su panche. Se cerchi una cena seduta e servita, quella si fa in centro dopo.
  • Il programma dettagliato esce tardi. Gli orari degli spettacoli si consolidano nelle settimane precedenti: se vieni apposta per una rievocazione specifica, controlla il programma ufficiale prima di prenotare il viaggio.

Dove dormire

Il festival dura quattro giorni e il parco non è in centro, ma la base sensata resta comunque il centro storico: si va e si torna in autobus in un quarto d'ora, e la sera si cena in trattoria invece che al parcheggio.

I nostri quattro appartamenti sono tutti dentro il centro e si prenotano direttamente con noi, senza commissioni di piattaforma. Per un gruppo — e a Mutina Boica ci si viene spesso in gruppo o in famiglia — l'attico in Piazza Mazzini dorme fino a otto persone. Se invece arrivi in auto e vuoi lasciarla sotto casa senza pensare ai permessi, Modena Prestige è sui viali, fuori dalla ZTL. Tutti e quattro sono sulla pagina appartamenti.

Una nota sulle date: il festival cade a ridosso del festivalfilosofia, che quest'anno è dal 18 al 20 settembre. Sono due settimane in cui la città è piena due volte, e chi prenota tardi trova poco. Se stai valutando quale dei due, la guida al festivalfilosofia racconta l'altro.

Da leggere prima

Se il festival è la scusa per venire a Modena, il resto della città lo trovi in cosa vedere a Modena e in Modena in un giorno. Per la tavola, dove mangiare a Modena — utile soprattutto la sera, quando dal parco si rientra affamati. E se ti resta una mattina, la guida alle acetaie spiega come si prenota una visita: settembre è il mese giusto.

Domande frequenti

Quando si tiene Mutina Boica 2026? Dal 10 al 13 settembre 2026, al Parco Enzo Ferrari di Modena. È la diciassettesima edizione e il tema è la Britannia romana, dalle spedizioni di Cesare alla rivolta della regina Budicca fino alle origini della leggenda arturiana.

Mutina Boica è gratuita? Sì, l'ingresso al festival è libero. Fanno eccezione alcune iniziative specifiche indicate nel programma, come certi laboratori o cene a tema, per le quali può essere richiesto un contributo o la prenotazione.

Dove si tiene Mutina Boica? Al Parco Enzo Ferrari, in via Emilia Ovest a Modena, fuori dal centro storico. È un parco urbano di grandi dimensioni: gli accampamenti, il mercato e i palchi sono distribuiti sul prato, quindi metti scarpe comode.

Come si arriva al Parco Ferrari senza auto? Il parco dista circa due chilometri dalla stazione ferroviaria di Modena. Ci arrivano gli autobus urbani delle linee 4, 5 e 9, fermata Emilia Ovest. In taxi dal centro sono pochi minuti e pochi euro. A piedi dal centro storico è una passeggiata di circa mezz'ora, tutta in piano.

Mutina Boica è adatta ai bambini? Sì, ed è uno dei pochi eventi in città pensato davvero per loro: c'è un percorso dedicato, chiamato Il Cammino del Piccolo Guerriero, e gli accampamenti con i rievocatori che mostrano armi, mestieri e vita quotidiana funzionano meglio di qualsiasi museo. Il parco è all'aperto e senza barriere.

Cosa si vede a Mutina Boica? Accampamenti romani e celtici ricostruiti con oltre venti gruppi di rievocazione e più di trecento rievocatori, spettacoli serali, concerti di musica celtica, conferenze, laboratori, un mercato con una quarantina di artigiani e più di quindici punti di ristoro a tema.

Quanto tempo serve per visitare il festival? Mezza giornata basta per girare gli accampamenti e il mercato. Se vuoi vedere anche uno degli spettacoli serali conviene arrivare nel pomeriggio e fermarsi fino a sera: le rievocazioni più grandi sono programmate dopo cena.

Perché si chiama Mutina Boica? Mutina era il nome romano di Modena, fondata come colonia nel 183 avanti Cristo. I Boi erano invece la popolazione celtica che occupava questa parte della pianura prima dell'arrivo dei Romani. Il nome tiene insieme i due mondi il cui incontro, e scontro, è il tema del festival.

Domande frequenti

Quello che ci chiedono più spesso.

Quando si tiene Mutina Boica 2026?

Dal 10 al 13 settembre 2026, al Parco Enzo Ferrari di Modena. È la diciassettesima edizione e il tema è la Britannia romana, dalle spedizioni di Cesare alla rivolta della regina Budicca fino alle origini della leggenda arturiana.

Mutina Boica è gratuita?

Sì, l'ingresso al festival è libero. Fanno eccezione alcune iniziative specifiche indicate nel programma, come certi laboratori o cene a tema, per le quali può essere richiesto un contributo o la prenotazione.

Dove si tiene Mutina Boica?

Al Parco Enzo Ferrari, in via Emilia Ovest a Modena, fuori dal centro storico. È un parco urbano di grandi dimensioni: gli accampamenti, il mercato e i palchi sono distribuiti sul prato, quindi metti scarpe comode.

Come si arriva al Parco Ferrari senza auto?

Il parco dista circa due chilometri dalla stazione ferroviaria di Modena. Ci arrivano gli autobus urbani delle linee 4, 5 e 9, fermata Emilia Ovest. In taxi dal centro sono pochi minuti e pochi euro. A piedi dal centro storico è una passeggiata di circa mezz'ora, tutta in piano.

Mutina Boica è adatta ai bambini?

Sì, ed è uno dei pochi eventi in città pensato davvero per loro: c'è un percorso dedicato, chiamato Il Cammino del Piccolo Guerriero, e gli accampamenti con i rievocatori che mostrano armi, mestieri e vita quotidiana funzionano meglio di qualsiasi museo. Il parco è all'aperto e senza barriere.

Cosa si vede a Mutina Boica?

Accampamenti romani e celtici ricostruiti con oltre venti gruppi di rievocazione e più di trecento rievocatori, spettacoli serali, concerti di musica celtica, conferenze, laboratori, un mercato con una quarantina di artigiani e più di quindici punti di ristoro a tema.

Quanto tempo serve per visitare il festival?

Mezza giornata basta per girare gli accampamenti e il mercato. Se vuoi vedere anche uno degli spettacoli serali conviene arrivare nel pomeriggio e fermarsi fino a sera: le rievocazioni più grandi sono programmate dopo cena.

Perché si chiama Mutina Boica?

Mutina era il nome romano di Modena, fondata come colonia nel 183 avanti Cristo. I Boi erano invece la popolazione celtica che occupava questa parte della pianura prima dell'arrivo dei Romani. Il nome tiene insieme i due mondi il cui incontro, e scontro, è il tema del festival.

Dormi in centro, gira Modena a piedi.

I nostri appartamenti sono tutti dentro il centro storico: esci dal portone e sei già in mezzo a quello che hai appena letto. Niente ZTL da decifrare, niente parcheggio da cercare ogni mattina.