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Modena Moments
Guida·18 min di lettura·22 agosto 2026

Chi parla al festivalfilosofia 2026: guida ragionata ai relatori

FNFrancesco Noli

La risposta breve

Il festivalfilosofia 2026 va dal 18 al 20 settembre fra Modena, Carpi e Sassuolo sul tema del caos: 57 protagonisti, 51 lezioni magistrali, 6 lezioni dei classici e un solo dibattito, tutto gratuito e senza prenotazione. I nomi che riempiono le piazze sono Massimo Cacciari e Roberto Esposito, insieme venerdì sera in Piazza Grande, poi Umberto Galimberti, Massimo Recalcati, Maurizio Ferraris e Gianfranco Ravasi. Le tre città vanno in parallelo: alle 15:00 di domenica ci sono cinque lezioni contemporanee, quindi scegliere è obbligatorio. Chi vuole sedersi arriva mezz'ora prima.

Il centro storico di Modena visto dall'alto all'alba, con la Ghirlandina al centro e il viale alberato con la fontana in primo piano

I 57 relatori del festivalfilosofia 2026: chi sono, di cosa parlano, quali lezioni scegliere e quali si riempiono per prime. Con una giornata tipo.

Il programma del festivalfilosofia si legge male, e non è colpa di chi lo scrive: è un elenco di 57 nomi con titoli che da soli non dicono niente — «Caoscosmos», «Chaosmos», «Polemos», «Kairòs vs Kaos». Chi arriva da fuori finisce per scegliere l'unico nome che ha già sentito in televisione, o per girare fra le piazze finché non trova posto da qualche parte.

Questa guida raggruppa i relatori per famiglia di pensiero, non in ordine alfabetico, e per ciascuno dice chi è e a chi può interessare. Titoli, orari e sedi vengono dal programma ufficiale, le biografie dalle schede dei protagonisti, verificati il 22 agosto 2026. Per la logistica c'è il nostro articolo sul festival: qui si parla solo di chi parla.

Come è fatto il programma, in tre righe

Il tema della ventiseiesima edizione è caos, dal 18 al 20 settembre 2026: 51 lezioni magistrali, 6 lezioni dei classici e un solo dibattito a due, per 57 protagonisti in tutto. Tutto gratuito e senza prenotazione.

Le lezioni durano indicativamente 45-50 minuti e stanno in sei fasce ricorrenti — 10:00, 11:30, 15:00, 16:30, 18:00 e 20:30 — con qualche eccezione segnalata sul programma. Le tre città vanno in parallelo, non in sequenza: alle 15:00 di venerdì ci sono tre lezioni contemporanee, una per città, e alle 15:00 di domenica cinque — Kemp a Carpi, Braidotti a Sassuolo e tre a Modena, in tre sedi diverse. Non esiste un modo di vederle tutte, solo un modo di scegliere bene.

I maestri, e l'unico dibattito a due del programma

Massimo Cacciari è professore emerito di Filosofia all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, di cui ha fondato il Dipartimento di filosofia dopo essere stato ordinario di Estetica a Venezia. Roberto Esposito è emerito di Filosofia teoretica alla Normale di Pisa e ha fondato la rivista Filosofia politica. Cacciari è uno dei due membri del comitato scientifico del festival, insieme a Barbara Carnevali.

Venerdì 18 alle 19:30 in Piazza Grande salgono sullo stesso palco per Ultimi maestri, l'unico dibattito del programma filosofico. Quello che il titolo non dice: i due hanno appena pubblicato insieme Kaos (Bologna, 2026). Non è uno scontro fra posizioni opposte, è la voce di un lavoro fatto in due. Se cerchi il contraddittorio non è questa la serata.

Cacciari poi compare tre volte: il dibattito del venerdì sera, la lezione Inizio e Chaos sabato alle 18:00 a Carpi, e domenica alle 15:00 in Piazza Sant'Agostino, dove introduce Nicla Vassallo. Se lo perdi una volta, ne hai altre due. Esposito ha invece una sola lezione sua, Geopolitica, sabato alle 15:00 a Carpi.

Nella stessa famiglia stanno Umberto Galimberti, emerito a Ca' Foscari, da decenni al lavoro su tecnica e nichilismo (domenica 11:30, Carpi), e Salvatore Natoli, a lungo ordinario di Filosofia teoretica a Milano-Bicocca, che sabato alle 11:30 in Piazza Grande porta Caoscosmos: il caos come forma d'ordine. I due nomi che tirano di più fra chi non ha mai aperto un libro di filosofia, Cacciari e Galimberti, quest'anno sono entrambi a Carpi.

Chi viene dalla filosofia accademica

È il blocco più numeroso e il più difficile da decifrare dall'esterno.

Il potere, la politica, il conflitto

Simona Forti, ordinaria di Filosofia politica alla Normale di Pisa e autrice de Il totalitarismo, porta La democrazia è caos, sulla filosofia estrema dei nuovi reazionari (sabato 16:30, Sassuolo): la lezione più direttamente politica del programma. Anna Maria Lorusso, ordinaria di Filosofia e teoria dei linguaggi a Bologna e autrice di Postverità, smonta il falso ordine del complottismo domenica alle 11:30 in Piazza Grande, ed è la più vicina alla vita quotidiana. Completano il gruppo Donatella Di Cesare (Sapienza), per cui oggi il dissenso non viene censurato ma disperso, e Carlo Galli, a lungo ordinario di Storia delle dottrine politiche a Bologna: entrambi domenica a Carpi, alle 16:30 e alle 18:00.

Il pensiero antico e la teoretica

Umberto Curi, emerito a Padova, tiene Polemos. Il conflitto incancellabile venerdì alle 20:30 sotto la Tenda di Piazza XX settembre: è la sua materia da sempre. Mauro Bonazzi, ordinario di Storia della filosofia antica a Bologna, mette insieme Dioniso e Nietzsche (sabato 15:00, Sassuolo). Rocco Ronchi, ordinario all'Aquila, affronta i Millepiani di Deleuze e Guattari sabato alle 10:00 a Carpi: la lezione più tecnica del festival, e lo diciamo come avvertenza.

Domenica alle 15:00 si accavallano due lezioni di questa famiglia nella sola Modena: Nicla Vassallo, epistemologa a Genova, su Errore e ignoranza in Piazza Sant'Agostino, e Francesca Rigotti, per anni docente all'Università della Svizzera Italiana e tradotta in tredici lingue, che tratta il caos come una questione di nodi da sciogliere. Il giorno prima Gaspare Polizzi, che insegna a Pisa, collega caos e kairòs (sabato 18:00, Piazza Sant'Agostino): il suo libro del 2026 arriva fino ad Anselm Kiefer, lo stesso artista di cui parla Recalcati un'ora e mezza prima in Piazza Grande. Le due lezioni si ascoltano di fila.

Il corpo, la vulnerabilità, il molteplice

Adriana Cavarero presiede il comitato scientifico dell'Hannah Arendt Center dell'Università di Verona, dove è stata ordinaria di Filosofia politica, e lavora da sempre sulla vulnerabilità dell'umano: chiude il festival in Piazza Grande domenica alle 18:00, anche in diretta web. Rosi Braidotti, emerita a Utrecht e professoressa onoraria al Royal Melbourne Institute of Technology, è la voce internazionale dell'edizione sul postumano; Michela Marzano, che insegna Filosofia morale a Paris-Cité, parla delle crisi che trasformano. Entrambe a Sassuolo la domenica, alle 15:00 e alle 18:00.

Chi viene dalla scienza, dalla matematica, dagli algoritmi

È la famiglia che consigliamo a chi non ha una formazione filosofica: le lezioni più concrete e le più facili da seguire senza riferimenti.

Guido Tonelli è fisico al CERN di Ginevra e ordinario a Pisa, e ha contribuito in modo decisivo alla scoperta del bosone di Higgs. Debutta al festival e racconta come la fisica abbia demolito l'idea di vuoto come assenza: domenica alle 11:30 in Piazza Garibaldi a Sassuolo. Telmo Pievani, prima cattedra italiana di Filosofia delle scienze biologiche a Padova, parla di estinzione come processo biologico e sociale (sabato 18:00, Sassuolo); Alfio Quarteroni, emerito di Matematica al Politecnico di Milano e all'École polytechnique fédérale di Losanna, di come si governa matematicamente la complessità (sabato 10:00, Teatro Carani).

Sull'intelligenza artificiale ci sono quattro voci, ed è la pista più affollata dell'edizione. Paolo Zellini, professore di Analisi numerica a Tor Vergata e autore di Breve storia dell'infinito, porta Computazione. Efficienza o incertezza? (venerdì 18:00, Piazza Grande, in diretta web). Elena Esposito, ordinaria di Sociologia dei processi culturali a Bologna, ha ottenuto un advanced grant del Consiglio europeo della ricerca proprio sulla predizione algoritmica, e sostiene che più si calcola il futuro più si producono incertezze nuove (sabato 11:30, Carpi). Maurizio Ferraris, ordinario di Filosofia teoretica a Torino dove dirige il Laboratorio di ontologia, è sabato alle 18:00 in Piazza Grande, anche lui in diretta web.

La quarta è Mariarosaria Taddeo, che insegna Digital Ethics and Defence Technologies all'Oxford Internet Institute ed è stata fellow all'Alan Turing Institute. Debutta venerdì alle 15:00 sotto la Tenda di Piazzale Re Astolfo a Carpi con Chi decide?, sull'etica dell'IA applicata alla sicurezza: la voce più specialistica del programma, e la meno conosciuta delle quattro.

Chi legge il disordine del mondo

È la spina dorsale dell'edizione: le lezioni dove il caos smette di essere metafora.

Relatore Cosa fa Quando e dove Perché interessa
David Armitage Cattedra Blankfein di Storia a Harvard ven 18, 15:00, Piazza Grande Le guerre civili come paradigma del presente
Mario Del Pero Storia a Sciences Po, Parigi ven 18, 16:30, Teatro Carani Gli Usa di Trump, da uno storico non americano
Alessandro Aresu Scuola di politiche di Roma, Limes ven 18, 18:00, Piazza Garibaldi Primato tecnologico cinese e caos geopolitico
Emanuela Fronza Diritto penale internazionale, Bologna ven 18, 20:30, Teatro Carani Il suo libro del 2025 si intitola già Caos (con Marcello Flores)
Alberto Melloni Storia del cristianesimo, Unimore ven 18, 18:00, Piazza Martiri Il nome di casa: guerre di religione, davvero?
Vittorio E. Parsi Relazioni internazionali, Cattolica sab 19, 20:30, Teatro Carani La crisi dell'ordine fondato sulle regole
Luke Kemp Centre for Existential Risk, Cambridge dom 20, 15:00, Piazza Martiri Come collassano le civiltà, su scala millenaria
Pierre Charbonnier CNRS, Sciences Po ven 18, 16:30, Piazza Martiri I costi ecologici della guerra
Matteo Vegetti Accademia di Architettura di Mendrisio ven 18, 15:00, Teatro Carani Il potere visto dall'aria: aviazione e dominio

Sei di questi nove sono debuttanti: è la parte più nuova del programma. Se hai solo il venerdì, il pomeriggio a Sassuolo o a Carpi vale più del pomeriggio a Modena. Un'avvertenza: Armitage, Charbonnier e Kemp parlano in inglese, con traduzione in oversound — la voce del traduttore diffusa in piazza sopra quella del relatore. Funziona, ma per un'ora di fila è faticoso.

Chi arriva dalla scrittura, dal teatro e dalla clinica

Stefano Massini, scrittore e drammaturgo, è il primo autore italiano ad aver vinto il Tony Award, oltre al Drama League e all'Outer Critics Circle del 2022. Venerdì alle 16:30 in Piazza Grande porta Il banchetto della crudeltà: la lezione più «spettacolo» del programma filosofico, e riempie la piazza. Se cerchi un'argomentazione stretta non è lì che la trovi.

Nadia Fusini ha insegnato Letterature comparate alla Normale di Pisa e ha tenuto la cattedra di Critica shakespeariana alla Sapienza: sabato alle 10:00 in Piazza Grande porta La follia di un re, sul modello del Riccardo III di Shakespeare. Carlo Ossola, accademico dei Lincei e docente al Collège de France, tiene Automi e altre estinzioni domenica alle 16:30 nella Chiesa di San Carlo: è una delle sedi al chiuso più piccole, e il posto finisce prima che altrove. Alla stessa ora, in Piazza Grande, Valentina Moro — assistant professor alla Stony Brook University di New York — tiene la Lectio Michelina Borsari, intitolata all'ideatrice del festival, che lo ha diretto dal 2001 al 2016. È la prima edizione di questa lectio, riservata a un autore o a un'autrice sotto i trentacinque anni: una debuttante sul palco grande.

Sul versante clinico: Massimo Recalcati, che insegna Psicologia dinamica alla Statale di Milano ed è direttore scientifico dell'IRPA, sabato alle 16:30 in Piazza Grande legge Anselm Kiefer come una teodicea, macerie di guerra che diventano impulso figurativo. Matteo Lancini, presidente della fondazione Minotauro, parla di instabilità nei rapporti affettivi (domenica 16:30, Sassuolo). E Gloria Origgi, directrice de recherche all'Institut Jean Nicod di Parigi, usa la menopausa come caso di studio delle esperienze trasformative (sabato 20:30, Carpi): il titolo spiazza, la lezione è di filosofia della conoscenza.

Chi guarda fuori dall'Europa

È la pista più sottovalutata, e quella dove è più facile trovare posto.

Anne Cheng insegna Storia intellettuale della Cina al Collège de France ed è l'autrice della Storia del pensiero cinese tradotta in italiano: legge lo Yi Jing, il Libro dei mutamenti, domenica alle 10:00 al Teatro Carani di Sassuolo, e parla in italiano. Giuliano Boccali, presidente onorario dell'Associazione italiana di studi sanscriti, affronta i miti di origine indiana alla stessa ora, alla Tenda di Piazza XX settembre. Francisco Jarauta, a lungo professore di Filosofia a Murcia, ripercorre il mito di Babele domenica alle 15:00 nella Chiesa di San Carlo, anche lui in italiano.

Sul versante biblico: il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente emerito del Pontificio consiglio della cultura, legge la Genesi come cosmo naturale e morale sabato alle 15:00 in Piazza Grande, ed è una delle lezioni che si riempiono prima. Enzo Bianchi, fondatore della Comunità monastica di Bose, tiene l'ultimo appuntamento filosofico del festival, domenica alle 19:30 a Carpi.

La lezione dei classici: il venerdì mattina che quasi nessuno considera

Sono sei appuntamenti, solo venerdì mattina, in cui uno studioso commenta un singolo testo: il Timeo di Platone con Franco Ferrari (ordinario a Pavia), il Leviatano di Hobbes con Gregorio Baldin, i Saggi di Montaigne con Nicola Panichi (Normale di Pisa, che apre il festival in Piazza Grande alle 10:00), Sull'Iliade di Rachel Bespaloff con Cristina Guarnieri, Per la pace perpetua di Kant con Anna Loretoni (Sant'Anna di Pisa) e il passaggio da Galileo a Hobbes con Gianni Paganini.

Cinque dei sei sono debuttanti, e sono le lezioni più didattiche del festival. Parte dei posti del venerdì mattina è riservata alle classi scolastiche, l'unico soggetto autorizzato a prenotare: in Piazza Grande alle 10:00 c'è meno posto libero di quanto la fascia lascerebbe pensare, mentre nelle altre sedi si entra facilmente. È l'ora meno contesa dei tre giorni.

Gli ospiti che non sono filosofi

Fuori dai 57 protagonisti c'è un secondo elenco. Antonio Scurati parla sabato alle 18:00 al Campo di Fossoli, l'ex campo di concentramento a circa sei chilometri dal centro di Carpi, in via Remesina Esterna 32 (scheda su visitmodena.it). È l'unico appuntamento in un luogo di memoria e il tema è l'8 settembre 1943. A Fossoli non ci si arriva a piedi: se scegli questo, sacrifichi tutto il pomeriggio.

Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, tiene una conversazione sulle cosmogonie egizie venerdì alle 20:30 in Piazza Martiri a Carpi, legata alla mostra del Museo Egizio a Palazzo dei Pio. E in Piazza Grande, alle 22:00: Federico Taddia su Margherita Hack il venerdì, Mario Tozzi con Cinquanta sfumature di sapiens il sabato.

Quali lezioni si riempiono per prime, e come si costruisce una giornata

Il programma ufficiale non lo scrive perché non può: la regola dichiarata è che l'accesso in platea sarà sospeso una volta raggiunto il limite di sicurezza. Il resto è esperienza nostra e dei nostri ospiti, non un dato del festival.

Si riempiono per prime, nell'ordine: il dibattito Cacciari-Esposito del venerdì sera; il blocco del sabato pomeriggio in Piazza Grande, cioè Ravasi, Recalcati e Ferraris uno dietro l'altro; Galimberti a Carpi la domenica mattina; la chiusura di Cavarero. E, per un motivo diverso, le sedi al chiuso e piccole — Chiesa di San Carlo, Teatro Carani — dove i posti finiscono anche per relatori meno noti.

Da qui tre regole.

  1. Per un nome grosso in Piazza Grande, arriva trenta-quaranta minuti prima. Non c'è un biglietto da mostrare: c'è una sedia libera, o non c'è.
  2. Il sabato pomeriggio in Piazza Grande il posto si prende alle 15:00 e non si molla. Chi arriva alle 16:20 per Recalcati rischia di trovare la platea già chiusa.
  3. Se la platea è piena, non girare a vuoto. Le lezioni del mattino e del pomeriggio si vedono in contemporanea sui maxi schermi delle altre sedi della stessa città: a Modena Piazza Grande, Piazza XX settembre e Chiesa di San Carlo; a Carpi Piazza dei Martiri e Piazzale Re Astolfo; a Sassuolo Piazza Garibaldi e Teatro Carani.

Una giornata realistica, ora per ora

Il sabato a Modena, senza prendere un mezzo.

Ora Chi Dove Nota
10:00 Nadia Fusini, Shakespeare Piazza Grande Si entra facilmente
11:30 Salvatore Natoli Piazza Grande Resta seduto, non spostarti
13:00 pranzo Mercato Albinelli o centro Adesso o mai
15:00 Gianfranco Ravasi Piazza Grande Qui si conquista il posto per il pomeriggio
16:30 Massimo Recalcati Piazza Grande Su Anselm Kiefer
18:00 Maurizio Ferraris Piazza Grande Anche in diretta web
20:30 Serenella Iovino Tenda di Piazza XX settembre Debuttante: Environmental Humanities alla University of North Carolina
22:00 Mario Tozzi Piazza Grande Seconda serata, si sta in piedi

Sette appuntamenti in un giorno sono il massimo teorico, e presuppongono che tu non voglia vedere nient'altro di Modena. Quattro sono la giornata che consigliamo davvero: lascia il tempo di mangiare seduti e di guardare una mostra.

Cosa conviene sacrificare, e per chi il festival non è adatto

La parte che nessun programma ufficiale scriverà mai.

  • Sacrifica le tre città. Modena–Carpi è una ventina di minuti di treno, Modena–Sassuolo circa mezz'ora sulla linea locale, ma verifica le corse festive (orari su trenitaliatper.it): fra attesa, tragitto e camminata se ne vanno due fasce piene. Scegli una città al giorno.
  • Sacrifica i nomi che hai già sentito. Galimberti, Recalcati e Massini riempiono le piazze, ma se li segui in televisione sai già come pensano: i diciotto debuttanti sono il motivo per cui vale la pena esserci di persona.
  • Sacrifica la serata se guidi. L'ultimo appuntamento filosofico è domenica alle 19:30 a Carpi: chi rientra a casa quella sera perde tutta l'ultima fascia.
  • Non è un festival per chi non sta in piedi a lungo. Le sedi sono accessibili ai disabili con posti dedicati, ma nelle piazze le sedie finiscono e il resto del pubblico ascolta in piedi.
  • Non è un festival da portare a un bambino piccolo, non alle lezioni magistrali almeno. Esiste un programma ragazzi con laboratori dedicati, ed è quello il posto giusto.
  • Non aspettarti un seminario. Sono lezioni di 45-50 minuti, senza domande dal pubblico. Se una ti accende, nelle tre città ci sono le bancarelle di libri filosofici del festival, dove si vendono i titoli dei relatori.

Dove dormire per scoprirlo

Il centro storico si esaurisce con settimane di anticipo, e chi prenota tardi dorme lontano e passa il festival in macchina.

Se il tuo programma è il circuito di Modena — Piazza Grande, Piazza Sant'Agostino, la Tenda di Piazza XX settembre, la Chiesa di San Carlo — la base giusta è dentro il centro storico: l'attico su Piazza Mazzini, a due minuti a piedi da Piazza Grande e adatto a gruppi fino a otto persone — ma sta al quarto e quinto piano e non c'è ascensore, mettilo in conto — oppure l'appartamento in via De' Correggi, a pochi passi dall'Osteria Francescana. Sono entrambi dentro la zona a traffico limitato: se arrivi in auto il pass ZTL lo gestiamo noi a 10 euro al giorno, e con il pass la sosta dentro la ZTL è gratuita.

Se invece hai in programma Carpi, Sassuolo o Fossoli, i due appartamenti sui viali Vittorio Veneto sono più comodi: l'auto si lascia nel parcheggio pubblico davanti al portone, non serve nessun permesso per arrivarci, e il centro è una passeggiata piana di cinque-dieci minuti.

Si prenota direttamente con noi, senza commissioni di piattaforma. Se ci scrivi prima di arrivare ti mandiamo la nostra selezione di lezioni per le tue date, con l'ora in cui conviene presentarsi in piazza: non organizziamo tour e non vendiamo biglietti, al festival non ce ne sono. Guarda i nostri appartamenti o dove dormire a Modena.

Da leggere prima di partire

Per date, sedi, ZTL e trasporti il riferimento è il nostro articolo sul festivalfilosofia, insieme a come arrivare a Modena. Per le ore vuote: cosa vedere a Modena, il Duomo e dove mangiare a Modena, che in quei tre giorni è l'informazione più difficile da procurarsi all'ultimo. Se ti resta un giorno: Modena e dintorni e Modena in un giorno.

Domande frequenti

Chi sono i relatori più noti del festivalfilosofia 2026? I nomi che il grande pubblico riconosce sono Massimo Cacciari, Roberto Esposito, Umberto Galimberti, Massimo Recalcati, Maurizio Ferraris, il cardinale Gianfranco Ravasi, Stefano Massini e Telmo Pievani. Cacciari ed Esposito sono insieme venerdì 18 alle 19:30 in Piazza Grande, per Ultimi maestri: l'unico dibattito a due del programma.

Serve prenotare per le lezioni del festivalfilosofia? No, e non esiste nemmeno un biglietto: tutto è gratuito. La regola ufficiale è che l'accesso in platea viene sospeso una volta raggiunto il limite di sicurezza, quindi chi vuole un posto a sedere deve arrivare presto. L'unica prenotazione esistente è quella delle scuole, e solo per il venerdì mattina.

Quante lezioni si riescono a seguire in un giorno? Quattro, cinque se resti nella stessa città e salti il pranzo. Le fasce ricorrenti sono 10:00, 11:30, 15:00, 16:30, 18:00 e 20:30, e ogni lezione dura indicativamente 45-50 minuti. Chi prova a spostarsi fra Modena, Carpi e Sassuolo nello stesso giorno ne perde almeno due nei trasferimenti.

Le lezioni in lingua straniera sono tradotte? Sì: il festival prevede la traduzione simultanea in oversound per tutte le lezioni in lingua straniera, cioè con la voce del traduttore diffusa sopra quella del relatore. Quest'anno sono tre, tutte in inglese: David Armitage e Pierre Charbonnier venerdì, Luke Kemp domenica. Anne Cheng e Francisco Jarauta parlano invece in italiano.

Si possono vedere le lezioni online? Solo tre: il programma indica la diretta web per Zellini venerdì alle 18:00, Ferraris sabato alle 18:00 e Cavarero domenica alle 18:00. Le altre si vedono dal vivo o sui maxi schermi delle altre sedi della stessa città — a Modena il circuito è Piazza Grande, Piazza XX settembre e Chiesa di San Carlo.

Qual è la lezione da vedere se ne scelgo una sola? Per l'evento simbolico, il dibattito Cacciari-Esposito venerdì alle 19:30 in Piazza Grande. Per la chiusura nella piazza principale, Adriana Cavarero domenica alle 18:00. Per qualcosa che non hai già sentito in televisione, uno dei diciotto debuttanti: Guido Tonelli sul vuoto, domenica alle 11:30 a Sassuolo.

Il festival è adatto a chi non ha studiato filosofia? Sì: sono lezioni pubbliche in piazza, non seminari universitari. Le più accessibili sono quelle degli scienziati — Tonelli, Pievani, Quarteroni — e quelle degli scrittori. Le più tecniche sono quelle di filosofia teoretica: Rocco Ronchi su Deleuze e Guattari o Carlo Ossola sugli automi danno il meglio a chi ha già qualche riferimento.

Cosa succede alle lezioni se piove? Il festival non si ferma: le lezioni previste nelle piazze si spostano nelle tendostrutture già indicate — a Modena Piazza XX settembre, Arena Spazio Culturale e La Tenda, a Carpi Piazzale Re Astolfo, a Sassuolo il Teatro Carani — e lo streaming resta garantito.

Domande frequenti

Quello che ci chiedono più spesso.

Chi sono i relatori più noti del festivalfilosofia 2026?

I nomi che il grande pubblico riconosce sono Massimo Cacciari, Roberto Esposito, Umberto Galimberti, Massimo Recalcati, Maurizio Ferraris, il cardinale Gianfranco Ravasi, Stefano Massini e Telmo Pievani. Cacciari ed Esposito sono insieme venerdì 18 alle 19:30 in Piazza Grande, per Ultimi maestri: l'unico dibattito a due del programma.

Serve prenotare per le lezioni del festivalfilosofia?

No, e non esiste nemmeno un biglietto: tutto è gratuito. La regola ufficiale è che l'accesso in platea viene sospeso una volta raggiunto il limite di sicurezza, quindi chi vuole un posto a sedere deve arrivare presto. L'unica prenotazione esistente è quella delle scuole, e solo per il venerdì mattina.

Quante lezioni si riescono a seguire in un giorno?

Quattro, cinque se resti nella stessa città e salti il pranzo. Le fasce ricorrenti sono 10:00, 11:30, 15:00, 16:30, 18:00 e 20:30, e ogni lezione dura indicativamente 45-50 minuti. Chi prova a spostarsi fra Modena, Carpi e Sassuolo nello stesso giorno ne perde almeno due nei trasferimenti.

Le lezioni in lingua straniera sono tradotte?

Sì: il festival prevede la traduzione simultanea in oversound per tutte le lezioni in lingua straniera, cioè con la voce del traduttore diffusa sopra quella del relatore. Quest'anno sono tre, tutte in inglese: David Armitage e Pierre Charbonnier venerdì, Luke Kemp domenica. Anne Cheng e Francisco Jarauta parlano invece in italiano.

Si possono vedere le lezioni online?

Solo tre: il programma indica la diretta web per Zellini venerdì alle 18:00, Ferraris sabato alle 18:00 e Cavarero domenica alle 18:00. Le altre si vedono dal vivo o sui maxi schermi delle altre sedi della stessa città — a Modena il circuito è Piazza Grande, Piazza XX settembre e Chiesa di San Carlo.

Qual è la lezione da vedere se ne scelgo una sola?

Per l'evento simbolico, il dibattito Cacciari-Esposito venerdì alle 19:30 in Piazza Grande. Per la chiusura nella piazza principale, Adriana Cavarero domenica alle 18:00. Per qualcosa che non hai già sentito in televisione, uno dei diciotto debuttanti: Guido Tonelli sul vuoto, domenica alle 11:30 a Sassuolo.

Il festival è adatto a chi non ha studiato filosofia?

Sì: sono lezioni pubbliche in piazza, non seminari universitari. Le più accessibili sono quelle degli scienziati — Tonelli, Pievani, Quarteroni — e quelle degli scrittori. Le più tecniche sono quelle di filosofia teoretica: Rocco Ronchi su Deleuze e Guattari o Carlo Ossola sugli automi danno il meglio a chi ha già qualche riferimento.

Cosa succede alle lezioni se piove?

Il festival non si ferma: le lezioni previste nelle piazze si spostano nelle tendostrutture già indicate — a Modena Piazza XX settembre, Arena Spazio Culturale e La Tenda, a Carpi Piazzale Re Astolfo, a Sassuolo il Teatro Carani — e lo streaming resta garantito.

Dormi in centro, gira Modena a piedi.

I nostri appartamenti sono tutti dentro il centro storico: esci dal portone e sei già in mezzo a quello che hai appena letto. Niente ZTL da decifrare, niente parcheggio da cercare ogni mattina.